Leucemia mieloblastica acuta: sintomi, rischi, trattamento

Leucemia mieloblastica acuta

Sintomi, rischi, trattamento

 

La leucemia indica un insieme di malattie maligne, vari tipi di cancri o tumori che colpiscono i globuli bianchi dell’organismo umano.
La leucemia causa l’anormale proliferazione di una cellula staminale emopotetica. Per dire meglio, nella leucemia, una delle cellule destinate a diventare un globulo bianco improvvisamente inizia a moltiplicarsi ad un ritmo anormalmente rapido e produce altre cellule anomale.

Questa sovrapproduzione causa un gran numero di globuli bianchi anomali che si diffondono nell’organismo interferendo con le sue funzioni vitali.
Le cellule staminali emopotetiche, situate nel midollo osseo rosso, possono originare due linee cellulari:

  • La linea mieloide, da cui originano i globuli rossi, alcuni globuli bianchi e le piastrine.
  • La linea linfoide, da cui originano i linfociti.

A seconda della linea cellulare verso cui evolve il clone leucemico possono avere origini diversi tipi di leucemia, tra cui:

  • Leucemia mieloblastica acuta
  • Leucemia linfatica cronica
  • Leucemia mieloide cronica
In questo articolo, analizzeremo la Leucemia mieloblastica acuta.

leucemia-mieloide-acuta

La leucemia mieloblastica acuta (o leucemia mieloide acuta) è una patologia causata da un mutamento canceroso nei neutrofili in sviluppo. I neutrofili sono un tipo particolare di globuli bianchi prodotti nel midollo osseo.

La prima descrizione pubblicata di un caso di leucemia nella letteratura medica è del 1827, quando il medico francese Alfred-Armand-Louis-Marie Velpeau la descrisse su un fioraio di 63 anni, che aveva sviluppato una condizione caratterizzata da febbre, calcoli urinari e un ingrossamento della milza e del fegato.

Le cellule anomale, o leucemiche, si moltiplicano incontrollatamente, originando altre cellule leucemiche, che continuano, a loro volta, a moltiplicarsi allo stesso modo. All’aumentare del numero delle cellule, queste iniziano a sostituirsi al midollo osseo, interrompendo la produzione, non solo dei normali neutrofili, ma anche di altre cellule che vengono prodotte nel midollo, compresi i globuli rossi e le piastrine.

Successivamente i neutrofili leucemici si diffondono nel sangue, dove il loro livello diventa sempre più alto, ed essi invadono  organi e tessuti – in particolare la milza e il fegato – che si ingrossano.

 

Principali sintomi:

I sintomi principali sono una diminuita resistenza alle infezioni (specialmente alla bocca e alla gola), ulcere sulle labbra e in bocca, un aumento della tendenza alle emorragie. Solitamente però, i primi segni della leucemia sono spesso vaghi e non specifici, e possono essere simili a quelli di un’influenza o di una comune malattia. Altri sintomi includono febbre, affaticamento, perdita di appetito, mancanza di respiro, dolori alle ossa e alle articolazioni, anemia.

 

Epidemologia e frequenza del problema:

La leucemia mieloblastica acuta è assai rara; l’incidenza aumenta all’aumentare dell’età, maggiormente diffusa dall’età dei 60 anni. La malattia colpisce circa 4 persone su 100.000. Il sesso più frequentemente colpito è quello maschile.

Principali rischi:

Non c’è ancora una cura ben precisa per questo tipo di leucemia che, se non trattata, può essere fatale nel giro di poche settimane. In alcuni casi la leucemia ha un decorso talmente rapido che la morte può sopraggiungere in pochi giorni.

Trattamento:

Il malato, non appena la diagnosi viene confermata, viene ricoverato in ospedale e sottoposto a trasfusioni di sangue e di piastrine per evitare emorragie ed ecchimosi. Alla base del trattamento ci sono varie combinazioni di farmaci, soprattutto steroidi e moli massicce di potenti antibiotici che dovrebbero eliminare i sintomi principali.

Ma la cura vera e propria della leucemia si attua mediante somministrazione di farmaci citotossici (chemioterapia). L’azione di questi farmici libera il midollo osseo dalle cellule leucemiche, ma, come effetto collaterale, distruggono anche gran parte delle cellule sane. Una volta che le cellule leucemiche presenti nel midollo siano state distrutte, avviene un periodo molto pericoloso per il paziente che, se superato, provoca un miglioramento delle sue condizioni. Quasi sempre, però, la leucemia si ripresenta.

 

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